Un paese alla rovescia

 

di Chiara Saraceno

 

la Repubblica del 19 maggio 2011

 

la seconda volta che il tentativo di far riconoscere come reato specifico la violenza omofobica viene fermato da un Parlamento disposto a chiudere mille occhi sulle trasgressioni sessuali del potente di turno se corrispondono ai pi vieti stereotipi del machismo eterosessuale, ma del tutto indifferente alla sopraffazione nei confronti di chi considerato deviante solo perch omosessuale. Dietro vi certo l'ombra della Chiesa cattolica, dei suoi anatemi contro la omosessualit, del suo pervicace considerarla insieme come una malattia e un pericolo per la sopravvivenza della famiglia, senza alcun fondamento scientifico e in contrasto con il forte desiderio di formarsi una famiglia, di avere forti e stabili rapporti di amore e solidariet di coppia, ma anche nei confronti di figli testimoniato da molti e molte omosessuali. Ma il potere di veto e di ricatto della Chiesa trova il suo alimento nella disponibilit di molti, troppi politici (anche a sinistra) ad assecondarne i desideri sul piano legislativo nella speranza, spesso fondata, di riceverne in cambio legittimazione e sostegno. uno scambio che ha trovato la sua massima esplicitazione in questo governo e nell'appoggio che ha ricevuto in cambio ("il governo pi amico della Chiesa nella storia della Repubblica", ha dichiarato un autorevole prelato). Ma anche senza ricatti e scambi, l'atteggiamento della Chiesa trova terreno fertile nella grettezza morale e nella incultura di una classe politica che sembra ricordarsi dell'etica solo quando sono in gioco le scelte dei cittadini circa le proprie relazioni e vita personale dalla sessualit alla procreazione alle decisioni su come affrontare la fine della vita. Ma sulla omosessualit che si concentra il rigorismo di questi moralisti d'accatto. l'omosessualit che sembra suscitare in loro le paure pi incontrollabili. Di converso, i comportamenti omofobici suscitano nel migliore dei casi in queste persone una condanna rituale, con un sottotesto di giustificazione (se la sono voluta, danno fastidio alle persone normali, dovrebbero essere pi discreti, e cos via). L'omosessualit diventa una aggravante per le vittime, una attenuante per gli aggressori un po' come succede spesso alle donne oggetto di violenza sessuale.

Certo, presi all'improvviso da preoccupazioni universalistiche, alcuni di coloro che ieri hanno votato contro la proposta di legge unificata si sono giustificati dicendo che introdurre l'aggravante di omofobia avrebbe costituito una discriminazione nei confronti di altri gruppi, ad esempio gli anziani o i disabili. Ma il risultato di questo universalismo strumentale la negazione che esistano violenze motivate specificamente dall'odio e disprezzo per particolari gruppi sociali. un universalismo negativo, non positivo. Inoltre, l'omosessualit, come l'eterosessualit, una

caratteristica costitutiva degli individui, trasversale ad altre caratteristiche e condizioni. L'omofobia nega precisamente legittimit, normalit, a questo modo di essere costitutivo di una persona. Come se si rinnegasse legittimit e normalit a chi eterosessuale.

La ministra Carfagna ha dichiarato che voter a favore della legge. Ma che cosa far perch il suo partito e la sua maggioranza non boccino alla Camera ci che hanno bocciato in Commissione? Da un ministro ci si aspetta qualche cosa di pi di un gesto di testimonianza.