Vaticano, Servizi e scandali: limpero terrestre di don Verz

 

di Gianni Barbacetto

 

 il Fatto Quotidiano del 19 luglio 2011

 

Gli piacciono il potere e gli uomini potenti, da Gheddafi a Fidel Castro, fino a Silvio Berlusconi. Li ha definiti, via via, doni di Dio, uomini della Provvidenza, cos prepotenti e cos simpatici. Sar un caso che adesso abbiano tutti e tre, chi pi chi meno, qualche problema sul groppone? Don Luigi Verz, a novantanni, sta subendo la stessa sorte, un triste declino, prima il buco finanziario del suo San Raffaele, ora anche il suicidio del top manager dellospedale, Mario Cal. Per don Verz limpegno di una vita sintetizzato nellinvito evangelico andate, insegnate, guarite. La Chiesa ambrosiana non lha capito, dapprima, tanto da infliggergli negli anni Sessanta la pena di non esercitare il sacro ministero e, negli anni Settanta, addirittura la sospensione a divinis. Il vescovo di Milano (allora era il pur cautissimo cardinale Giovanni Colombo) lo considerava un affarista a cui togliere il ministero sacerdotale e impedire la celebrazione della messa. Un uomo senza troppi scrupoli, dedito alla cura degli affari pi che a quella delle anime. Troppo impegnato a servire, insieme, Dio e Mammona.

 

STORIE VECCHIE: con gli anni la riabilitazione stata piena. Le opere, alla fine, hanno prevalso. E quellospedalone ai confini di Milano, il San Raffaele , stata lopera che gli ha portato successo mondano e, insieme, considerazione dentro la Chiesa. Poco importa che siano stati pi duno, negli anni, gli inciampi, gli scandali, le inchieste. Una condanna negli anni Settanta per corruzione, in una storia di convenzioni con la Facolt di Medicina della Statale di Milano e di generosi finanziamenti da parte della Regione Lombardia. Abusi edilizi. Truffa (prescritta) su una donazione ricevuta. Ricettazione (prescritta) per un paio di quadri del Cinquecento napoletano. E poi ripetute indagini sui rimborsi gonfiati per le prestazioni del San Raffaele (ma in questo in compagnia di tutti i santi del paradiso di tutte le cliniche private milanesi, a cui arrivano i generosi contributi della sanit pubblica, riformata dal presidentissimo Roberto Formigoni).

 

Per fare del bene ai poveri, don Verz punta a conquistare i ricchi. E se dei potenti lontani, Gheddafi o Fidel, si limita a tessere le lodi a parole, per i potenti vicini fa parlare i fatti. Bettino Craxi al San Raffaele ha ricevuto cure sollecite per il suo maligno diabete. Silvio Berlusconi accolto ogni volta che vuole, per un controllo o per sistemargli la mascella massacrata dalla statuetta del Duomo. Del resto, nelle sale operatorie dellospedale di don Verz che si dice Silvio abbia risolto in maniera definitiva (e idraulica) i suoi problemi erotici, grazie allquipe del professor Francesco Montorsi, specialista in disfunzioni erettili postchirurgiche.

 

QUANDO POI c stato bisogno di dare una ripulita (e un titolo di studio) a una ragazza molto cara a Silvio, di nome Nicole Minetti, stato don Verz a trasformare la subrettina di Colorado Caf in igienista dentale del San Raffaele, pronta per essere imposta come consigliera regionale nel listino bloccato di Formigoni e infine per diventare incaricata della Presidenza del Consiglio inviata a strappare la minorenne Ruby alla questura di Milano. Il legame tra don Verz e Berlusconi fortissimo e di antica data. Parte dai tempi di Milano 2, quando la presenza del San Raffaele serve per far deviare dalla nuova portentosa citt-giardino le rotte degli aerei in decollo e atterraggio a Linate. E arriva fino al progetto dei due, il settantaquattrenne Silvio e il novantenne Luigi, di

trovare lelisir di lunga vita, capace di prolungare lesistenza terrena fino ai 120 anni. Nellattesa, don Verz ha costruito una sua rete di amici e sostenitori. I raffaeliani sono quasi una setta, una lite, una loggia, una lobby. Capace di costruire affari e carriere, inserendo gli amici anche in posizioni delicate degli apparati istituzionali. Lo dimostra la storia di Pio Pompa, il funzionario poi condannato per favoreggiamento nel rapimento di Abu Omar e imputato per il dossieraggio ai danni di magistrati, giornalisti e politici considerati nemici non delle istituzioni, ma del presidente del Consiglio pro tempore. proprio grazie a don Verz che Pompa riesce a piazzarsi dentro il servizio segreto militare, accanto a un altro raffaeliano, lallora direttore del Sismi Nicol Pollari. Decisivo lintervento di Berlusconi, che viene ringraziato da Pompa con un fax inviato a Palazzo Grazioli il 21 novembre 2001: Signor Presidente, stento ad affidarmi a frasi di rito per esprimerLe la mia gratitudine nellaver approvato oggi il mio inserimento nello staff del Direttore del Sismi. (...) In due occasioni (...) ho colto il Suo sguardo indagatore mentre Le stringevo la mano. Uno sguardo poi divenuto dolce conoscendomi come uomo fedele e leale di don Luigi Verz. (...) Mio padre contadino, don Luigi e Lei possedete la forza e la volont di seminare per il futuro, oltre la Vostra esistenza. Il raffaeliano Pollari ha avuto anche un bel regalo da don Verz: una villa vicino allEur venduta dalla Fondazione San Raffaele a prezzo di saldo. Negli uffici di Pompa, in via Nazionale a Roma, i magistrati di Milano trovano unaltra lettera vergata da Pio Pompa. Diretta

 a don Verz in persona: Caro presidente, la direzione dellimportante Organismo (il Sismi, ndr) per noi Raffaeliani consiste nella possibilit di sostenere adeguatamente i progetti di consolidamento economico e sviluppo futuro. Seguono sette punti che intrecciano pubblico e privato, Sismi e San Raffaele, ricerca medica e operazioni immobiliari, opere buone e buoni affari.

 

C ANCHE uninchiesta sommersa che riguarda il San Raffaele. Nata dalle rivelazioni di Perla Genovesi, assistente parlamentare del senatore Pdl Enrico Pianetta e indagata a Palermo per traffico di cocaina. Perla ha raccontato che Pianetta, allora presidente della commissione del Senato sui Diritti umani, avrebbe fatto ottenere a don Verz massicci finanziamenti pubblici, fatti piovere sullospedale del prete-manager con la finalit ufficiale di realizzare opere nel Terzo mondo. Non senza qualcosa in cambio: la ricandidatura di Pianetta in Parlamento, pretesa e ottenuta nel 2006; e un paio di tangenti, una consistente per il parlamentare e una pi modesta per la sua assistente, che dice di aver incassato dal San Raffaele diecimila euro per una consulenza inesistente.

 

Per salvarlo dal crac sceso in campo direttamente il Vaticano. Ma don Verz rimasto senza poteri di gestione e ora, dopo lultima scelta di Mario Cal, la sua posizione si fa sempre pi difficile.