Delitti e castighi sul soglio di Pietro

 

di Corrado Augias

 

 la Repubblica del 28 maggio 2012

 

Pi volte nel corso dei secoli il vento ha scosso la casa di Dio con raffiche anche pi intense di quelle attuali. Pi volte il fumo di Satana si infiltrato nelle stanze pi sacre dei sacri palazzi, come ebbe a lamentare Paolo VI.

Un ambiente come quello vaticano sembra fatto apposta per scuotimenti e infiltrazioni data la sua scarsa trasparenza, lostinata paura di aprirsi al mondo, latmosfera che sempre si crea in una corte dove un sovrano assoluto regna su uomini senza famiglia e dipende dal suo favore lintera loro vita. Il che spiega quasi da solo perch le storie vaticane abbiano dato vita ad un intero filone narrativo che vede nei romanzi di Dan Brown (celebre "Il Codice da Vinci") solo gli ultimi esempi di unamplissima casistica.

Uno degli esempi pi antichi di violenza e tradimento consumati per la conquista del soglio di Pietro quello di cui fu protagonista Benedetto Caetani che costrinse il suo predecessore Celestino V (Pietro da Morrone) ad abdicare per limpazienza di salire al trono dove regner col nome, famigerato, di Bonifacio VIII (1235-1303). Il povero Celestino era un uomo umile e pio, certamente inadatto allincarico. Ma la violenza con la quale il futuro Bonifacio lo scalz rimane degna delle pi sinistre tradizioni del potere. Dante infatti lo caccer, ancora vivo, allinferno.

Il periodo pi fecondo dal punto di vista narrativo quello rinascimentale quando la corte di Alessandro VI Borgia divenne sede di intrighi e di delitti commessi a volte alla stessa presenza del papa. Celebre lepisodio di quando Cesare, figlio del papa e fratello di Lucrezia, assal nei corridoi vaticani un tal Pedro Caldes, detto Perotto, 22 anni, primo cameriere del pontefice proprio come il Paolo Gabriele di cui si parla in questi giorni. Perotto si tratteneva affettuosamente con Lucrezia cosa che rischiava di compromettere il matrimonio al quale la bellissima donna era stata destinata. Un giorno che Perotto passava per un corridoio simbatt casualmente in Cesare. Intu da uno sguardo ci che stava per accadere e cominci a correre gridando a perdifiato, inseguito dallaltro che aveva estratto il pugnale. La corsa ebbe termine nella sala delle udienze dove Perotto si gett ai piedi del pontefice implorando protezione. Non bast. Cesare si avvent su di lui trafiggendolo con tale impeto che "il sangue salt in faccia al papa" macchiandogli di rosso la bianca tonaca.

Non solo delitti ma anche orge caratterizzavano in quegli anni la corte. Preti e cardinali mantenevano una o pi concubine "a maggior gloria di Dio", come scrive sarcastico lo storico Infessura, mentre il maestro di cerimonie pontificio Jacob Burchkardt nota che i monasteri di donne erano ormai "quasi tutti lupanari" poco o nulla distinguendo le religiose dalle "meretrices". Cronache vivacissime ha lasciato il protonotario apostolico Johannes Burchard. Racconta ad esempio che una sera, a una delle consuete feste date dal papa: Presero parte cinquanta meretrici oneste, di quelle che si chiamano cortigiane e non sono della feccia del popolo. Dopo la cena esse danzarono con i servi e con altri che vi erano, da principio coi loro abiti indosso, poi nude. La serata si concluse come si pu immaginare, il protonotario riferisce dettagli che richiamano altre e assai recenti serate di ugual tenore.

Del resto fu questo tipo di atmosfera, aggiunto alla vendita scandalosa delle indulgenze, a convincere il frate agostiniano Martin Lutero a proclamare quella Riforma (1517) che avrebbe drammaticamente spaccato la cristianit fino ai nostri giorni.

Per venire ad anni a noi vicini, una vasta eco ha sollevato una mossa assai ambigua dellallora segretario di Stato Eugenio Pacelli. Nel 1939, papa Pio XI avrebbe voluto pronunciare un discorso nel decennale del Concordato dove tra laltro avrebbe denunciato le violenze del regime fascista e la persecuzione razziale dei nazisti contro gli ebrei. Alla vigilia dellimportante allocuzione papa Ratti venne per a morte e Pacelli, che sarebbe stato suo successore, fece prontamente sparire il discorso avendo in mente un diverso tipo di rapporti con le due dittature. Divenuto papa a sua volta col nome di Pio XII, lo dimostrer.

Intrighi e tradimenti allombra del trono di Pietro sono tutti accomunati da elementi rimasti invariati nel tempo: ritrosia a dare informazioni e addirittura a collaborare ad eventuali indagini, ostinati silenzi a costo di alimentare le ipotesi peggiori.

Se n avuta una prova in occasione della morte, altrettanto repentina, di Giovanni Paolo I, papa Luciani. Ancora una volta levento si verific alla vigilia di una decisione importante con la quale il papa avrebbe riorganizzato la famigerata banca vaticana, in sigla Ior. Cos oscure le circostanze dellevento che i media anglo-sassoni avanzarono apertamente lipotesi di un assassinio. Lautopsia avrebbe probabilmente fugato le voci ma le gerarchie vaticane la rifiutarono preferendo mantenere un silenzio che le ha ulteriormente alimentate.

Il caso pi grave di reticenza si per avuto quando, la sera del 4 maggio 1998, tre cadaveri vennero trovati in una palazzina a pochi metri dagli appartamenti pontifici. Il colonnello Alois Estermann, 44 anni, comandante delle "guardie svizzere"; sua moglie, Gladys Meza Romero di origine venezuelana; il vice-caporale Cdric Tornay, nato a Monthey (Svizzera), 24 anni. Poche ore dopo il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls dette ai giornalisti questa versione: il caporale, in un accesso di collera incontrollata, aveva ucciso il colonnello e sua moglie per poi togliersi la vita. Invano lavvocato francese Luc Brossolet ha fatto eseguire (in Svizzera) perizie che dimostrano lincongruenza grossolana di quella versione. Da allora non pi stata cambiata.