Imu alla Chiesa, un regolamento pieno di imbrogli

 

di Marco Politi

 

 il Fatto Quotidiano del 27 novembre 2012

 

Finisce in un gigantesco pasticcio il dossier Imu-Chiesa. Il governo Monti regala agli enti ecclesiastici una nutrita serie di scappatoie per esentarsi dallImu e le scuole confessionali protestano sostenendo che si tratta di una condanna a morte. Tutte le scuole cattoliche sono in fallimento, ha dichiarato alla Radio Vaticana padre Francesco Ciccimarra, presidente dellAssociazione dei gestori degli istituti dipendenti dallautorit ecclesiastica, profetizzando Le chiuderemo in un anno, licenzieremo duecentomila persone. In realt la gerarchia ecclesiastica si appresta a negoziare quanta pi immunit fiscale possibile.

 

Il vero scandalo sta nel Regolamento varato il 19 novembre scorso dal ministero dellEconomia e Finanze. Avrebbe dovuto recepire le indicazioni del Consiglio di Stato, che invitava il governo a rispettare le norme europee senza concedere agevolazioni ingiustificate agli enti ecclesiastici,invece per decisione politica del premier Monti una manna per azzeccagarbugli. Impresentabile inEuropa.

 

CHI PENSAVA che le attivit commerciali della Chiesa come previsto dalla legge del febbraio scorso avrebbero dovuto pagare semplicemente lImu, deve ricredersi. Gli enti assistenziali e sanitari cattolici (non accreditati o convenzionati con lo Stato e gli enti locali) diventano non commerciali ed esenti dalla tassa, se le prestazioni sono svolte a titolo gratuito ovvero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico e, comunque, non superiore alla met dei corrispettivi medi previsti per analoghe attivit svolte con modalit concorrenziali nello stesso ambito territoriale. Nessuno conosce la media dei prezzi in uso nelle singole regioni ed facile immaginare la corsa a dimostrare che i pagamenti richiesti rientreranno nella fascia esentasse. il primo imbroglio, anche perch il concetto di beneficenza e non lucro non implica lidea che si pu lucrare a met.

 

Secondo imbroglio. Lo stesso vale per attivit culturali, ricreative e sportive. Tra laltro nessuno sa cosa significhi il cosiddetto ambito territoriale, in cui si dovrebbero misurare la media dei prezzi. Terzo imbroglio. Le scuole paritarie cattoliche non pagano lImu se (oltre ad adottare un regolamento che garantisce la non discriminazione degli alunni e laccoglienza dei portatori di handicap e lapplicazione del contratto nazionale al personale docente e non docente e la pubblicit del bilancio) lattivit svolta dietro versamento di corrispettivi tali da coprire solamente una frazione del costo effettivo del servizio, tenuto anche conto dell'assenza di relazione con lo stesso. chiaro che tutti gli istituti si precipiteranno a strappare la possibilit di applicare rette, considerate soltanto una mitica frazione del costo di servizio. Un arzigogolo nel quale nemmeno la parte ecclesiastica pi favorevole allaccordo sa come orientarsi. Inoltre il Regolamento non contiene nessuna norma che faccia decadere automaticamente lesenzione in caso di finanziamenti statali, regionali e locali (che di per s falsano la concorrenza).

 

Ultimo imbroglio. Sono esenti anche le attivit alberghiere se dimostrano di esigere corrispettivi non superiori ai famosi corrispettivi medi delle attivit svolte sul libero mercato. Con questa chicca: che negli edifici a uso misto si calcola lImu dovuta limitatamente agli specifici periodi dell'anno in cui si svolge lattivit commerciale. Come se i normali esercizi privati stagionali potessero permettersi di pagare lImu soltanto per certi mesi e altri no. Esistono vero suore esemplari che in un edificio alberghiero di cinque piani tengono per s lultimo e pagano senza fiatare per i primi quattro. Ma un atteggiamento notoriamente non maggioritario tra gli enti ecclesiastici, i cui amministratori i casi di Verz e dellIdi insegnano amano spesso aggirare la legge. C poco da commentare: la mostruosit giuridica e la lontananza dagli standard europei tale che appare evidente lintenzione politica di fare un omaggio alla Chiesa istituzionale. Regalo utilissimo in vista di un reincarico di Monti. Regalo aggiuntivo al privilegio unico in Italia di non aver dovuto pagare per lanno 2012.

Unultima annotazione: i soldi per le scuole cattoliche ci sono. Basta che la Chiesa (modificando laccordo concordatario) dirotti sui suoi istituti una parte dell8 per mille, notoriamente sproporzionato rispetto alla congrua percepita fino al 1984. Per lesattezza: cinque volte pi di prima.