Omicidi, sequestri e silenzi da papa Luciani a Vigan

 

di Ferruccio Sansa

 

il Fatto Quotidiano del 10 febbraio 2012

 

Tanti scandali. Nessuna certezza. Le Mura Vaticane custodiscono intatti i loro misteri. Vicende che secondo alcuni sfiorano i vertici della Chiesa e che si intrecciano con la storia del nostro Paese. Ma laccertamento della verit, come lautorit giudiziaria italiana, pare talvolta essersi fermato allingresso dello Stato Pontificio.

 

Linfarto di Papa Luciani

 

Ieri mattina sono andato alla Sistina a votare tranquillamente. Mai avrei immaginato quello che stava per succedere!, il 26 agosto 1978 quando Albino Luciani pronuncia queste parole. Il 28 settembre muore. Il referto parla di infarto miocardico acuto. E allinizio nessuno dubita. Quel Papa dai modi miti, si dice, stroncato da una tensione insostenibile. Il tempo, per, rivela altro: Luciani si preparava a essere un Pontefice innovatore, con il desiderio di riportare la Chiesa alla semplicit originaria. Un impegno, per, che doveva scontrarsi le influenti gerarchie vaticane abituate a gestire potere e centinaia di miliardi. Saranno le inchieste giornalistiche a pronunciare per la prima volta la parola omicidio. Ne parler a Paolo Borsellino anche un pentito di mafia, Vincenzo Calcara. Emersero cos alcune circostanze mai chiarite: alla morte di Luciani fu deciso di non effettuare lautopsia. Non fu mai chiarito del tutto chi ritrov il corpo. Si raccont poi di un incontro che il Papa aveva appena avuto per verificare le finanze della Chiesa. Infine, si parlato della lista di nomine (e rimozioni) che avrebbe dovuto essere comunicata proprio il giorno della morte.

 

Lattentato a Wojtyla

 

Piazza San Pietro, 13 maggio 1981, attentato al Papa. Lunica cosa certa che a sparare fu Mehmet Ali Agca (condannato allergastolo e graziato nel 2000). Le sue dichiarazioni contraddittorie hanno lasciato intravvedere perfino complici in Vaticano. Lipotesi pi seguita parla di un attentato progettato dal Kgb insieme con la Stasi della Germania Est. I servizi comunisti si sarebbero serviti di terroristi bulgari e dei Lupi Grigi turchi. Ma il pentito Caldara sosteneva che la mafia aveva avuto un ruolo nella vicenda.

 

Lo scandalo Ior

 

A gettare una luce o unombra diversa sui gialli del Vaticano sono gli scandali che vedono collegati Ior (lIstituto Opere Religiose), Paul Marcinkus, Michele Sindona e P2. Dalle inchieste sul crack emerse che lo Ior avrebbe fornito una copertura per drenare 1.500 miliardi dalle casse dellAmbrosiano. Non solo: Calcara sostenne che Marcinkus era a contatto anche con ambienti di Cosa Nostra. Uno scandalo, quello del Banco Ambrosiano, finito nel sangue con le morti di Guido Calvi, della sua segretaria e di Michele Sindona. Oltre a Giorgio Ambrosoli che stava cercando di fare chiarezza sullAmbrosiano. E Marcinkus? Annullata sulla base dei Patti Lateranensi la richiesta di estradizione, mor con i suoi segreti a Sun City, in Arizona, a 84 anni.

 

Il rapimento Orlandi

 

Emanuela ha 15 anni quando scompare il 22 giugno 1983. Da quel giorno comincia una storia infinita di depistaggi, di piste che non si sa mai se siano vere o false. Giovanni Paolo II nellAngelus del 3 luglio 1983 a dire per primo pubblicamente che si tratta di un sequestro. Intanto un supplizio continuo di telefonate anonime. Prima tocca a Pierluigi e Mario (telefonisti legati, pare, alla Banda della Magliana) che vorrebbero far credere alla fuga. Poi tocca a un uomo dallaccento americano che qualcuno sostiene fosse Marcinkus. Quindi spunta il possibile collegamento con la Magliana che si dice volesse chiedere la restituzione dei miliardi investiti nello Ior. I testimoni raccontano di aver visto Emanuela per lultima volta a due passi dalla Basilica di SantApollinare. C chi sostiene che fosse con un uomo che somigliava a Renatino De Pedis, uno dei capi della Banda. Proprio lui che incredibilmente sepolto allinterno della Basilica. Sabrina Minardi, ex moglie del giocatore Bruno Giordano in quegli anni legata a De Pedis, sostiene di aver assistito alla sepoltura di Emanuela. Agca invece assicura: Emanuela viva. Un sedicente ex agente del Sismi sostiene si trovi in un manicomio inglese. Mille piste, nessuna verit.

 

Spari alle guardie svizzere

 

Alois Estermann viene nominato capo delle Guardie Svizzere la mattina del 4 maggio 1998. La sera viene ucciso con la moglie Gladys Meza Romero e con la guardia Cedric Tornay. La soluzione ufficiale del giallo arriva dopo poche ore di indagine condotta tutta dentro le Mura Vaticane: Tornay era un ragazzo instabile, fumava canne. Aveva una cisti nel cervello che lo avrebbe reso pi aggressivo. Cedric avrebbe ucciso Estermann per vendicarsi di una promozione negata. La moglie dellufficiale si sarebbe trovata nel posto sbagliato. Un mare di prove (troppe hanno pensato in molti). Testimoni che spariscono e riemergono anni dopo accanto al Papa.

 

Il caso Vigan

 

Il 27 marzo 2011 monsignor Carlo Maria Vigan, allepoca segretario generale del Governatorato (che gestisce le casse vaticane) scrive a Benedetto XVI. Vigan, chiamato un anno prima dal Papa a rimettere in sesto le finanze vaticane, lancia un allarme: vogliono di rimuovermi, ma un mio trasferimento provocherebbe smarrimento in quanti hanno creduto fosse possibile risanare tante situazioni di corruzione e prevaricazione. Vigan ha portato i conti da 8 milioni di perdite a 34,4 di avanzo. Il monsignore accusa grandi banchieri che sono risultati fare pi il loro interesse che i nostri. Il 18 ottobre Vigan viene nominato nunzio apostolico a Washington dal segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Una