Se i gay sono solo un milione

 

di Chiara Saraceno

 

 

 la Repubblica del 18 maggio 2012

 

Il rapporto sulla popolazione omosessuale nella societ italiana, reso noto ieri dallIstat, mostra una realt in movimento, fortemente differenziata e non priva di contraddizioni. Comunque pi aperta della cultura politica dominante, che sembra ancora fare tanta fatica sia a riconoscere i diritti degli omosessuali, inclusi quelli ad avere una vita affettiva in cui ci sia posto anche per la sessualit, sia a riconoscere lesistenza di gravi discriminazioni nei loro confronti. La maggioranza degli intervistati, infatti, dichiara che le persone omosessuali, e ancora pi quelle transessuali, sono oggetto di discriminazioni e la stragrande maggioranza ritiene che le discriminazioni sul lavoro, o nellaccesso allabitazione perch si viene rifiutati come inquilini, siano ingiuste e illegittime.

Molto alta (oltre il 70%) anche la percentuale di coloro che non ritengono che lomosessualit sia una malattia, una situazione di immoralit e una minaccia per la famiglia, con buona pace, non solo delle gerarchie ecclesiastiche cattoliche e dei vari Giovanardi e Roccella di turno, ma anche degli altri paurosissimi politici, inclusi quelli del Pd, che evitano sempre di prendere posizioni chiare, per tema di perdere lappoggio della Chiesa, ma anche voti. Timore infondato, sembrerebbe, dato che quasi il 63% degli intervistati favorevole a che due conviventi omosessuali abbiano gli stessi

diritti di una coppia sposata.

Fin qui si disegna una popolazione in larga maggioranza favorevole a riconoscere alle persone omosessuali i diritti di tutti, anche se rimane una consistente minoranza viceversa pi o meno contraria. Le cose sono tuttavia pi complicate se si entra nel dettaglio e si va pi a fondo. La difesa dei diritti diventa pi incerta quando si tratta di avere personalmente un vicino di casa, un medico, un collega, un amico omosessuale. Ancora di pi si riduce nellipotesi che ad essere omosessuale

sia un insegnante. Anche il diritto allaffettivit temperato da una richiesta di discrezione che non viene rivolta alle persone eterosessuali. Al punto che, se oltre il 90 per cento degli intervistati ritiene accettabile e normale che una coppia eterosessuale si tenga per mano e si scambi un fuggevole

bacio per strada, solo poco pi del 46 per cento lo trova un comportamento accettabile da parte di una coppia dello stesso sesso. Il riconoscimento del diritto alla affettivit, inoltre, non sempre si accompagna alla accettazione della sessualit omosessuale.

Infine, il riconoscimento di diritti alle coppie omosessuali non si estende nella stessa misura al riconoscimento della possibilit di sposarsi e ancor meno di adottare, che sono accettati solo da una, pur consistente, minoranza. Si tratta di ambivalenze e persino contraddizioni significative, che segnalano come sia ancora difficile per una persona omosessuale abitare normalmente lo spazio sociale. La consapevolezza di queste difficolt probabilmente ha anche influenzato le risposte degli intervistati sul proprio orientamento sessuale. Solo poco pi di un milione di persone si dichiarato omosessuale o bisessuale, una percentuale che, sulla base delle evidenze nazionali e internazionali, probabilmente sottostima il fenomeno. Del resto, anche tra chi si dichiarato omosessuale o bisessuale (sotto assoluta garanzia di anonimato, anche nei confronti dellintervistatore), solo una minoranza lo ha detto ai familiari. Il timore della non accettazione segna fortemente la vita di queste persone, costringendole a fingersi diverse da quello che sono.

Non va tuttavia sottovalutato il fatto che una quota rilevante di chi prova disagio di fronte alla omosessualit favorevole a riconoscere diritti non solo ai singoli, ma alle coppie omosessuali. Riconoscere la legittimit di rapporti e comportamenti che non si condividono un segno di civilt e di democrazia. Va aggiunto che esiste una forte eterogeneit negli atteggiamenti allinterno della popolazione. C maggiore apertura in chi vive nel nord e soprattutto al centro. Le donne sono pi aperte degli uomini, anche tra i giovani, che pure sono in generale pi aperti alla accettazione dei diritti degli omosessuali, inclusa la normale manifestazione di amore e incluso il matrimonio, delle

persone in et matura o anziana. Un elemento in pi per non lasciare che le decisioni sulla questione dei diritti degli omosessuali venga guidata dai gusti, disgusti e paure di una generazione di politici


 

anziani e prevalentemente maschi.