"Il Vaticano rimasto una corte medioevale e Ratzinger non ha pi la forza di governarla"

 

intervista ad Hans Kng a cura di Andrea Tarquini

 

 

 la Repubblica del 28 maggio 2012

 

una situazione molto grave e dolorosa, e come si dice in tedesco mancano cinque minuti alla mezzanotte: il tempo massimo non ancora scaduto per salvare la Chiesa e la Fede dal sistema della Curia romana. Il professor Hans Kng, forse il massimo teologo ribelle del nostro tempo, in giovent amico e compagno di studi di Benedetto XVI. Analizza cos a caldo lo scandalo del Vaticano. Ascoltiamolo.

Professor Kng, quanto grave secondo lei la situazione creatasi in Vaticano con lo scandalo della fuga di notizie?

triste quando, proprio in coincidenza con la festa dello Spirito Santo, dal Vaticano apprendiamo di tanti eventi e comportamenti avvenuti l, che davvero non sono proprio qualcosa di santo n di sacro. Gli scandali relativi alle fughe di notizie confidenziali ad opera del servitore di camera, le questioni che hanno investito la banca Ior, e anche in contemporanea lintenzione apparente di papa Benedetto di andare alla riconciliazione con la confraternita dei fratelli di San Pio X (ndr: gli ultraconservatori epigoni di monsignor Lefbvre) secondo la mia opinione tutto questo purtroppo un insieme di eventi, scelte, tendenze che fa parte di un tutto, non sono casi isolati luno dallaltro. E lei che opinione ha maturato di questa situazione, che lei appunto descrive come

coincidenza di eventi legati lun laltro?

Tutti questi eventi mi appaiono come sintomi della crisi di un sistema intero nel suo complesso. Io parlo del sistema della curia romana, del sistema romano delle cui caratteristiche negative soffre la Chiesa cattolica tutta, nel mondo intero. E naturalmente questi eventi contemporanei danno l

impressione di una incapacit papale. Di avere a che fare con un pontefice incapace. Su questo ho appena scritto un libro, "Salviamo la Chiesa", in Italia sta per uscire. Quel che mi sta a cuore approfondire la problematica dellindispensabile riforma della Chiesa.

Lei cio intravede sullo sfondo anche un problema personale per Benedetto XVI?

Sicuramente s. C anche questo. Egli dedica ore e ore ogni giorno alla scrittura di libri, anzich governare la Chiesa. E nei ranghi della Curia diffusa lopinione che egli non governa. Se vuole scrivere libri, avrebbe fatto meglio a restare un grande professore e teorico.

Perch parla al tempo stesso di crisi strutturale, di sistema?

Perch la struttura e lorganizzazione della Curia romana cerca facilmente ma invano di ingannarci, di nascondere il fatto-chiave: che il Vaticano nel suo nocciolo restato ancora oggi una Corte. Una Corte al cui vertice siede ancora un regnante assoluto, con costumi e riti medievali, barocchi e a volte moderni e tradizioni cristallizzate, consuetudini. Nel suo cuore il Vaticano rimasto una societ di Corte, dominata e segnata dal celibato maschile, che si governa con un suo proprio codice di etichette e atmosfere. E quanto pi ti avvicini al principe regnante salendo nella carriera ecclesiastica, tanto pi in prima linea non vale e non conta pi la tua competenza, la tua forza di carattere, le tue capacit e talenti, bens conta che tu abbia un carattere duttile con una capacit di adattarsi soprattutto ai voleri del regnante. lui solo, il regnante, a stabilire se tu sei persona grata o invece persona non grata.

E pi specificamente, i problemi della Banca vaticana?

Il Vaticano vive in gran parte di donazioni dei fedeli, da spese delle Diocesi. E amministra miliardi di euro di risparmi di istituzioni ecclesiastiche, di ordini e diocesi di tutto il mondo, e pone gli utili a disposizione del Papa. Quanto fu chiesto al Cremlino lo si pu chiedere anche al Vaticano: primo la glasnost, cio trasparenza, il Vaticano dovrebbe preoccuparsi per primo della Trasparenza degli

affari finanziari davanti allopinione pubblica. E secondo la perestrojka, ricostruzione, ristrutturazione: il Vaticano dovrebbe ristrutturare le sue finanze e riorientare i fini della sua politica finanziaria. E infine ma non ultimo, la riconciliazione con lordine di Pio X. Il Papa accoglierebbe definitivamente nella Chiesa vescovi e sacerdoti la cui consacrazione non valida, in base alla Costituzione apostolica di Paolo VI, Pontificalis romani recognitio, del 18 luglio 1968 le ordinazioni sacerdotali ed episcopali compiute da Lefebvre sono non solo illecite ma anche nulle. Piuttosto che riconciliarsi con quella confraternita ultraconservatrice, antidemocratica e antisemita, il Papa dovrebbe preoccuparsi della maggioranza dei cattolici che pronta per le riforme, e della riconciliazione con tutte le chiese riformate e con tutto lambito ecumenico. Cos unirebbe anzich dividere.

 

Secondo unanalisi cos pessimista non tardi per salvare questo Pontificato e la credibilit del Vaticano?

Mancano cinque minuti appena alla mezzanotte, ma la mezzanotte non ancora scoccata. Un solo atto costruttivo di riforme lanciato da questo Papa aiuterebbe a ristabilire la fiducia. Io spero che il mio ex collega Joseph Ratzinger non rester nella Storia della Chiesa come un papa che non ha fatto nulla per la riforma della Chiesa.