Videla, il Vaticano sapeva

 

di Horacio Verbitsky

 

 il Fatto Quotidiano del 11 maggio 2012

 

La politica dei desaparecidos che il dittatore Jorge Videla ha finito per ammettere con diverse dichiarazioni e in tribunale, era nota fin dal 10 aprile 1978 alla Commissione esecutiva della Chiesa cattolica che, per, si guard bene dallinformare lopinione pubblica. Tutto questo risulta da un documento rinvenuto nellarchivio della Conferenza episcopale.

 

IL DOCUMENTO porta il numero 10.949 e gi il numero d unidea della quantit di informazioni sulle quali la Chiesa continua a mantenere il segreto. Il documento fu redatto a cura del Vaticano al termine di un pranzo con Videla ed conservato nel fascicolo 24-II. Sono riuscito a visionare il documento in maniera surrettizia dopo che a una formale richiesta le autorit ecclesiastiche avevano risposto con la sorprendente affermazione secondo cui lEpiscopato non avrebbe archivi.

 Quando incontrava esponenti della Chiesa cattolica, Videla parlava con la franchezza in uso tra amici. Lallora presidente dellEpiscopato, il cardinale Raul Francisco Primatesta, comunic allAssemblea Plenaria che lui e i suoi due vicepresidenti, larcivescovo Vicente Zazpe e il cardinale Juan Aramburu, avevano parlato a Videla dei casi di prigionieri apparentemente rimessi in libert, ma in realt assassinati, si erano interessati dei sacerdoti desaparecidos, quali Pablo Gazzarri, Carlos Bustos e Mauricio Silva, e di altre persone scomparse nei giorni precedenti allincontro con Videla. Secondo il documento episcopale il presidente ha risposto che apparentemente sarebbe ovvio affermare che sono gi morti; si tratterebbe di varcare una linea di demarcazione: questi sono scomparsi, non ci sono pi. Questo sarebbe il pi chiaro, comunque ci porta a una serie di considerazioni in ordine a dove sono stati sepolti: in una fossa comune? E in tal caso chi li avrebbe sepolti in questa fossa? Una serie di domande alle quali le autorit di governo non possono rispondere sinceramente in quanto la cosa coinvolge diverse persone, un eufemismo per alludere a coloro che avevano svolto il lavoro sporco di sequestrarli, torturarli, ucciderli e fare sparire le spoglie. Latteggiamento del clero aveva sfumature sottili. Zazpe chiese: Cosa rispondiamo alla gente visto che c un fondamento di verit in quanto sospettano?. E Videla ammise che era

vero. Aramburu spieg che il problema di rispondere in modo che la gente non continui a chiedere spiegazioni.

 

PRIMATESTA spieg che la Chiesa vuole capire, collaborare, consapevole che il Paese versava in uno stato di caos e che ha misurato le parole perch sapeva benissimo il danno che poteva arrecare al governo. Anche Primatesta ha insistito sulla necessit di arrivare a una qualche soluzione in quanto prevedeva che alla lunga il metodo consistente nel far sparire le persone avrebbe prodotto effetti negativi considerata lamarezza che affligge molte famiglie. Questo dialogo di straordinaria franchezza mostra che sia Videla sia la Chiesa conoscevano benissimo i fatti e sottolinea la complicit con cui valutavano e decidevano in che modo rispondere alle denunce della gente avvertite da entrambe le parti come una minaccia comune.

 Nello scegliere questa politica di omicidi clandestini, che Videla ora definisce comoda perch sollevava dal fornire spiegazioni, la giunta militare gett unombra di sospetto su tutti i quadri delle Forze armate e delle forze di sicurezza, ombra che cominci a dissiparsi con la riapertura dei processi che hanno consentito di accertare le responsabilit individuali che la giunta aveva coperto. Fino ad oggi ci sono state 253 sentenze di condanna e 20 di assoluzione, la qual cosa dimostra che in democrazia nessuno viene condannato pregiudizialmente e senza poter esercitare il suo diritto alla difesa. Fino ad oggi solo un cappellano militare, Christian von Wernich, stato condannato per complicit in casi di tortura e omicidio.

 Zazpe morto nel 1984, Aramburu nel 2004 e Primatesta nel 2006. Nel 2011 ha rinunciato per sopraggiunti limiti di et, Jorge Casaretto, lultimo vescovo di quei tempi ancora in attivit. Tuttavia la Chiesa continua a mantenere un ostinato silenzio che talvolta sottolinea la sua crescente rrilevanza nel panorama della societ argentina. La scarsa influenza della Chiesa si vista con chiarezza lanno scorso quando, malgrado la sua mobilitazione, il Congresso ha modificato il codice civile per consentire il matrimonio a tutte le persone indipendentemente dal sesso dei contraenti.

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