lingiustizia che uccide la democrazia

 

di Zygmunt Bauman

 

la Repubblica del 25 febbraio 2013

 

Nel suo nuovo libro La ricchezza di pochi avvantaggia tutti. Falso! (Laterza, pagg. 112, euro 9) Bauman tratta il tema della ricchezza che non d benessere La corsa al profitto individuale non un vantaggio per tutti: le disparit crescono

 

Uno studio recente dellIstituto mondiale per la ricerca sulleconomia dello sviluppo (World Institute for Development Economics Research) dellUniversit delle Nazioni Unite riferisce che nel 2000 l1 per cento delle persone adulte pi ricche possedeva da solo il 40 per cento delle risorse globali, e che il 10 per cento pi ricco deteneva l85 per cento della ricchezza mondiale totale. La met inferiore della popolazione adulta del mondo possedeva l1 per cento della ricchezza globale. Ma questa solo listantanea di un processo in corso... Notizie sempre pi negative e sempre peggiori per luguaglianza degli esseri umani, e quindi anche per la qualit della vita di tutti noi, si susseguono di giorno in giorno.

Le disuguaglianze planetarie attuali avrebbero fatto arrossire di vergogna gli inventori del progetto moderno, Bacone, Descartes o Hegel: la considerazione con cui Michel Rocard, Dominique Bourg e Floran Augagner concludono larticolo Le genre humain menac pubblicato a firma di tutti e tre in Le Monde del 2 aprile 2011. Nellepoca dei Lumi in nessun luogo della terra il livello di vita era di pi di due volte superiore a quello della regione pi povera. Oggi, il paese pi ricco, il Qatar, vanta un reddito pro capite di ben 428 volte pi alto del paese pi povero, lo Zimbabwe. E questi, non dimentichiamolo, sono confronti fra medie, che ricadono quindi nella storiella del pollo di Trilussa...

Lostinata persistenza della povert su un pianeta alle prese col fondamentalismo della crescita economica gi abbastanza per indurre le persone pensanti a fermarsi un momento e a riflettere sulle vittime dirette e indirette di una cos ineguale distribuzione della ricchezza. Labisso sempre pi profondo che separa i poveri e privi di prospettiva dai benestanti ottimistici, fiduciosi e chiassosi un abisso di profondit tale che gi al di sopra delle capacit di scalata di chiunque salvo gli arrampicatori pi muscolosi e meno scrupolosi una ragione evidente per essere gravemente preoccupati. Come gli autori dellarticolo appena citato ammoniscono, la principale vittima della disuguaglianza che si approfondisce sar la democrazia, in quanto i mezzi di sopravvivenza e di vita dignitosa, sempre pi scarsi, ricercati e inaccessibili, diventano oggetto di una rivalit brutale e forse di guerra fra i privilegiati e i bisognosi lasciati senza aiuto.

Una delle fondamentali giustificazioni morali addotte a favore delleconomia di libero mercato, e cio che il perseguimento del profitto individuale fornisce anche il meccanismo migliore per il perseguimento del bene comune, risulta indebolita. Nei due decenni che hanno preceduto laccendersi dellultima crisi finanziaria, nella grande maggioranza dei paesi dellOCSE il reddito interno reale per il 10 per cento delle persone al vertice della piramide sociale aumentato con una velocit del 10 per cento superiore rispetto a quello dei pi poveri. In alcuni paesi, il reddito reale della fascia al fondo della piramide in realt diminuito.

Le disparit di reddito si sono quindi notevolmente ampliate. Negli Stati Uniti, il reddito medio del 10 per cento al vertice attualmente 14 volte quello del 10 percento al fondo, si vede costretto ad ammettere Jeremy Warner, caporedattore di The Daily Telegraph, uno dei quotidiani pi entusiasti nellesaltare la mano invisibile dei mercati che sarebbe capace, agli occhi tanto dei redattori quanto dei lettori, di risolvere tutti i problemi da essi creati (e magari qualcuno in pi). Warner aggiunge: La crescente disuguaglianza del reddito, bench ovviamente indesiderabile dal punto di vista sociale, non ha necessariamente grande rilevanza se tutti diventano contemporaneamente pi ricchi. Ma se la maggior parte dei vantaggi del progresso economico vanno a un numero relativamente ristretto di persone che guadagnano gi un reddito elevato che quanto sta accadendo nella realt di oggi si avvia evidentemente a diventare un problema.

Lammissione, cauta e tiepida nel suo tenore ma piena di comprensione anche se solo semivera nel suo contenuto, arriva al culmine di una marea montante di scoperte dei ricercatori e di statistiche ufficiali che documentano la distanza rapidamente crescente fra quelli che sono in cima e quelli che sono in fondo alla scala sociale. In stridente contraddizione con le dichiarazioni dei politici, che pretendono di essere riciclate come credenza popolare non pi soggetta a riflessione n controllata n messa in discussione, la ricchezza accumulata al vertice della societ ha mancato clamorosamente di filtrare verso il basso cos da rendere un po pi ricchi tutti quanti noi o farci sentire pi sicuri, pi ottimisti circa il futuro nostro e dei nostri figli, o pi felici...

Nella storia umana la disuguaglianza, con tutta la sua fin troppo evidente tendenza ad autoriprodursi in maniera sempre pi estesa e accelerata, non certo una notizia. E tuttavia a riportare di recente leterna questione della disuguaglianza, delle sue cause e delle sue conseguenze, al centro dellattenzione pubblica, rendendola argomento di accesi dibattiti, sono stati fenomeni del tutto nuovi, spettacolari, sconvolgenti e illuminanti.