Bernadette non ci ha voluto ingannare

 

di Mauro Pedrazzoli

 

il foglio - mensile di alcuni cristiani torinesi del dicembre 2012

 

Il sottotitolo dell'opera di Vittorio Messori Bernadette non ci ha ingannati, Mondatori 2012, suona: Un'indagine storica sulla verit di Lourdes. L'autore afferma spesso di parlare da storico (ad es. a p.32): ma non c' una nota in tutto il volume (neppure, per non appesantire la pagina, al termine del capitolo o al fine del libro). Non viene citata alcuna fonte; solo discorsivamente nel testo si rinvia genericamente a quel documento o a quell'autore; le stesse citazioni fra virgolette non contengono alcuna nota di rimando a un qualsivoglia documento, libro o articolo. Tutto ci potrebbe essere un'esigenza editoriale, dettata dal taglio divulgativo del libro, ma allora non possiamo propriamente parlare di indagine storica in senso scientifico.

 

Poche parole, tanti sorrisi

Per Bernadette Soubirous l'apparizione consisteva nel vedere qualcosa di bianco che assomigliava a una ragazza (p. 126), una figura che aveva la forma di un petito Damiselo (p. 39), una piccola signorina, giovane e alta quanto lei [cio molto bassa, un metro e 40 cm], ma con gli occhi azzurri (cfr. p. 207). Era scalza, con una rosa gialla sui piedi nudi. Era di color giallo pure la corona del rosario che teneva in mano (p. 39); una piccola ragazza, con la stessa altezza minuscola, stessa et, stessa allegria (p. 157). Non si presentava quindi come una figura materna, bens come una coetanea di Bernadette, in et pre-puberale di 13/14 anni ai tempi delle visioni.

Nelle prime due apparizioni e nell'ultima ci sono stati solo sorrisi, niente parole. Aquer (cio quella l in dialetto, come la chiamava spesso Bernadette) rideva e sorrideva, standosene quasi sempre zitta: Non sentivo la voce, la sentii solo al terzo incontro, ed era dolce e fine come quella di una bambina (p. 39). Bernadette insiste varie volte e in pi apparizioni per saperne il nome: essa dice sempre e solo Aquer (quella l), o la piccola signorina, mai che si tratti della vergine/madre di Ges ecc. Addirittura una volta arriva al limite di portare una penna d'oca, un calamaio e un foglio perch la signorina scriva il suo nome: la piccola ragazza reag ridendo (cfr p. 156s). Sino alla 15a apparizione (compresa) non si sa chi sia; solo la gente, come pure i giornali, ritengono che si tratti della Vergine Maria, ma la cosa negli interrogatori non viene per nulla confermata da Bernadette, che anzi si rifiuta di definirla (santa) Vergine o simili, sempre rigidamente attestata su quella signorina l. Ma allora chi era l'apparsa? E perch non s'identificava?

Il racconto ricco di perle: Sono riuscita a fare il segno di croce solo quando anche "Quella l" [Aquer] lo ha fatto... Cos ho recitato il rosario davanti a lei che faceva scorrere i grani della sua corona ma non muoveva le labbra quando io dicevo le Ave Maria e lo faceva solo per il Gloria alla fine di ogni decina (p. 39). Commenta Messori: ma non recitava le Ave Maria, non potendo "pregare" se stessa, e neppure il Credo finale, non avendo bisogno di confermare la sua fede, Lei che gi godeva della visione beatifica; si univa a Bernadette soltanto nella recita del Gloria, in onore della Trinit. Anche questo... un segno di verit (p. 152). L'altra perla terrificante rivolta a Bernadette (si davano del voi): Vi prometto di non rendervi felice in questo mondo, ma nell'altro (p. 40 e 154).

In linea di principio non si pu escludere che Ges, i santi o la Madonna abbiano qualcosa di molto importante e urgente da comunicarci (anche se non detto che la modalit di comunicazione debba essere lo scenario mitologico delle apparizioni, ma l'ispirazione, come nel caso del card. Martini). una delle poche cose con cui concordiamo con l'autore: le apparizioni hanno un compito: richiamare l'attenzione su insegnamenti evangelici che rischiamo di dimenticare o che hanno una particolare attualit in certi difficili momenti storici (p. 21). Ma il messaggio si ridotto a: andate a dire ai preti che si costruisca qui una cappella e che qui si venga in processione (p. 28), ossia, nel commento di Messori, ci che pi unisce e coinvolge l'intero popolo di Dio (p. 23). Quel poco che Aquer ha detto non quindi un insegnamento evangelico (templi, rosari, processioni, pellegrinaggi), e non era neppure di particolare attualit in quel periodo storico. Perch mai apparire per invitarci a fare quel che gi si compiva a quei tempi in maniera massiccia? Chiese-cappelle-santuari ovunque; rosari quotidianamente recitati (anche a casa Soubirous), preghiere per i peccatori, penitenze, processioni e pellegrinaggi a iosa.

Se la giovane donna di Nazareth ci avesse indicato altre e nuove vie evangeliche possibili per la chiesa nulla da ridire; ma la Madonna non pu essere apparsa per dirci le suddette cose scontate, fra l'altro estranee al messaggio di suo figlio ( la decisiva prova-contro, ossia il messaggio extra-evangelico, e con qualche venatura pure anti).

 

Imprimatur sul Papa

Le 18 apparizioni vanno dall'11 febbraio 1858 al 16 luglio dello stesso anno, ma sono quasi tutte concentrate nei mesi di febbraio-marzo. Solo alla 16a apparizione su 18, quella del 25 marzo, festa dell'Annunciazione, dopo che Bernadette le ha chiesto ancora una volta il nome per tre volte (con la Signorina che continuava a ridere), solo alla quarta interrogazione dice Que soy era Immaculada Councepciou (p. 160). C' stata quindi l'imbeccata di qualcuno sull'Immacolata Concezione, che riecheggia il dogma proclamato ex cathedra 4 anni prima (1854) da Pio IX. Cos viene santificata e beatificata in toto Santa Romana Chiesa col primato del Papa infallibile quando parla ex cathedra (anche se definito 12 anni dopo alla fine del Vaticano I). Ma l'espressione insostenibile nella forma suddetta, perch il precipitato diretto della dottrina del peccato originale che improponibile nella sua assunzione tradizionale: ossia il peccato che Adamo (il primo uomo, un monogenismo oggi scientificamente confutato) ha contratto e trasmesso all'intero genere umano come vera colpa, cos che tutti nascono gi in stato di peccato originale, con un'unica eccezione: Lei sola libera dalla colpa d'origine e dalle sue tragiche conseguenze (p. 155), con l'allucinante risvolto che tutti i bambini che nascono sono macchiati, imbrattati e infettati da tale peccato-colpa. Tali dottrine vanno demitizzate, interpretate e riplasmate, soprattutto perch assurdo essere puniti per colpe altrui.

Ma il paraocchi apologetico non vede queste cose: se la piccola e giovanissima Demoiselle giunta dal cielo davvero apparsa in quella grotta... la Catholica ha avuto una sorta di rinnovato imprimatur divino, non solo sulla sua teologia ma anche sulla sua devozione e persino sulla sua concreta organizzazione (p. 20). L'autore si affretta a dire, quasi per esorcizzare il fantasma incombente, che questo non ingenuo semplicismo apologetico, ma una logica elementare, quasi ferrea: Se dunque Lourdes "vera", ebbene tutto il Credo... cattolico "vero". Pertanto, Dio esiste; Ges il Cristo da Lui inviato; la Chiesa che ha per guida il papa la custode e la garante di queste verit (p. 18). Messori prosegue poi facendo sue le parole di J. Guitton nel suo denso libro su Maria (costava tanto citare pi precisamente titolo, editore e pagina?): accettare Lourdes come "vera" significa anche accettare come legittime e approvate dallo spirito di Dio la piet popolare cattolica, le statue, le cappelle, la vita religiosa retta da Regole approvate dalla Chiesa come sicure vie di salvezza, i pellegrinaggi, le processioni, i miracoli (p. 19).

Quel poco che Aquer ha detto smascherabile come la concezione religiosa/pietistica/catechistica di quel periodo dell'800 che essa ripropone nel sua candore ingenuo. Quel che ha visto ci sembra una specie di controfigura trasfigurata, luminosa e abbellita di se stessa: non mi avventuro nel definire pi precisamente a quale fenomeno psicologico tutto ci possa corrispondere.

In questo senso Bernadette non si ingannata: ma seguendo la logica ferrea rivendicata da Messori, la prosecuzione corretta doveva essere: quindi non ci ha voluto ingannare (questo sarebbe stato il titolo pi appropriato). La sua buona fede non garantisce per la veridicit oggettiva delle sue visioni, anche alla luce delle conoscenze odierne circa la complessit dell'apparato visivo: ad es. l'apparizione bassa sull'orizzonte di una Luna molto pi grande del solito, la classica Lunona pi o meno dorata come il bianco-giallo dell'apparsa, una pura interpretazione solipsistica del nostro cervello.