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Il grido degli oppressi

 

intervista a Leonardo Boff a cura di Sonia Zuccolotto

 

Mosaico di pace del novembre 2013

 

In uno scenario di straordinaria accoglienza e di calore, quello del Centro di accoglienza e promozione culturale Ernesto Balducci di Zugliano, abbiamo incontrato, in esclusiva per i lettori e le lettrici di Mosaico di Pace, Leonardo Boff, grande teologo, tra i padri della Teologia della Liberazione. Gli abbiamo rivolto alcune domande, per abbozzare con lui un excursus degli ultimi anni della Chiesa e per accennare alle nuove possibili prospettive che si intravedono. Per una liberazione autentica, delle persone e dei popoli.

 

Papa Francesco un latinoamericano, un Papa "nuovo" e vicino alla gente. Cosa ne pensa? Quali sogni ha lei nel cassetto? Quali urgenze per la Chiesa di oggi?

Io penso che papa Francesco, prima di fare la riforma della curia, abbia cominciato a lavorare per una riforma del papato, perch di solito, quando uno eletto Papa, deve seguire un certo rituale tenendo conto di tutti i simboli storici. Deve assumere i simboli del potere (alcuni di questi simboli sono espressione del potere supremo legato alla figura del pontefice). Francesco ha lasciato cadere tutto ci adattando il papato alle sue convinzioni e al suo stile. Il nome Francesco un emblema perch il nome di una Chiesa povera, di una umanit pi semplice e aperta a tutti con una sensibilit speciale per la natura. Dunque, questo Papa si sta profilando davvero come una speranza per la Chiesa. Far sicuramente una riforma della curia, ma prima deve operare una riforma del papato. Non sar facile, ma lui intelligente e ha scelto altri otto cardinali che, insieme e a lui, sono proiettati verso questo progetto di una vera riforma della Chiesa. Una riforma collegiale. E questa un'altra novit di questo processo ed forse pi facile cos che procedendo alla organizzazione strutturale con una commissione interna. Francesco, per, anche una speranza per il mondo e non solo per la Chiesa perch i suoi discorsi sulla pace e sulla guerra gli conferiscono l'autorevolezza di un leader mondiale non autoritario, con un grande carisma e una capacit di comunicazione. Egli sa coniugare lo spirituale con il sociale, il mondiale con il locale. una promessa e, nello stesso tempo, una benedizione divina.

 

Lo si visto durante la giornata di digiuno e di preghiera da lui indetta per la pace in Siria. stato un gesto che ha toccato il cuore delle persone e che d speranza per il futuro. Le chiedo qualche parola in merito alla Teologia della Liberazione. Come e cosa cambiato oggi e quali sono le priorit nel tempo attuale?

La Teologia della Liberazione (TdL) nata ascoltando il grido dei poveri. I poveri, gli sfruttati, i dissidenti, gli indigeni, le donne sotto il patriarcato, i discriminati... Questi poveri gridano e si sentono oppressi. Contro l'oppressione nata la Teologia della Liberazione. E per noi la liberazione parte del messaggio cristiano, della tradizione profetica, della parola di Ges. Marx non mai stato il padre o il padrino della TdL e noi non lo abbiamo mai "sfruttato" in tal senso. Oggi non ci sono solo le persone che gridano, ma anche gli alberi, le piante, gli animali. La terra tutta grida. Quindi oggi bisogna considerare che, accanto all'opzione preferenziale per i poveri, che il punto centrale su cui nata e si sviluppata la TdL, c' il bene pi ampio che la difesa della terra. Adesso si sta elaborando una grande, forte eco-teologia della liberazione, che rappresenta il futuro di questo cammino di riflessione a partire dalla parola di Dio che sta dalla parte delle creature oppresse, gli uomini e l'ambiente naturale che ci circonda.

 

Come arrivato all'elaborazione di una teologia che abbia a cuore il creato? Dai poveri e dalla lotta al capitalismo, come approdato a questa sensibilit ecologica?

Come ho detto, la stessa logica di oppressione che sfrutta le persone, le classi, i Paesi, sfrutta anche la natura. Sfrutta la terra in un modo e in un tempo illimitati. Cosa vuol dire questo? in corso un processo d'appropriazione indebita delle risorse della terra, di devastazione dell'equilibrio ecologico. una logica "industrialista", di estremo consumismo... Siamo arrivati al punto da sentire i limiti della terra. La terra ora ha bisogno di un anno e mezzo per ricomporre quanto gli abbiamo sottratto in un anno. Quindi, il sistema non pi sostenibile. La terra ammalata. La forma con cui si manifesta questa malattia il riscaldamento globale, gli eventi estremi naturali che colpiscono alcune zone del mondo, gli sbalzi climatici. Abbiamo capito che la Terra essa stessa un'oppressa e che, in quanto tale, grida. E cos abbiamo aperto il discorso della TdL anche alla natura e all'ecologia, includendo la sua tutela. Il pianeta Terra l'unica casa comune che abbiamo.

 

La sua appartenenza ecclesiale stata piuttosto controversa e faticosa. Ma lei sempre stato fedele al Vangelo e al messaggio di liberazione dei poveri intrinseco nella parola e nella vita di Cristo. Come vive oggi questi "contrasti"?

Ho avuto alcuni problemi con il Vaticano e con la Congregazione della Fede. Alla radice c'era un mio libro dal titolo Chiesa, carisma e potere. Questo libro provava ad applicare i principi della TdL nei rapporti interni alla Chiesa. Si intuiva bene che la Chiesa non rispetta cos bene i rapporti umani, non mette i laici tutti sullo stesso piano, non accetta la parit della donna. C' una centralizzazione molto forte del potere e questo porta a una specie di autoritarismo. La Chiesa pu parlare di forma credibile di liberazione nella societ quando essa stessa si apre alla libert dei rapporti... Cos Roma non ha mai accettato questi discorsi e mi criticava dicendomi che questa impostazione protestante. Io ho sempre detto che un discorso analitico e cristiano. Mi hanno imposto il silenzio e, dopo alcuni anni, mi volevano imporre di allontanarmi dall'America Latina. Dovevo scegliere tra Corea e Filippine. Ho detto che lo avrei fatto. Sono un frate e ci sarei andato. Ma ho chiesto anche se l avrei potuto insegnare teologia, scrivere e parlare liberamente. Mi hanno risposto di no, che avrei potuto solo esercitare il ministero e fare il missionario. Ho replicato che non avrei potuto rinunciare alla teologia perch studio e insegno da cinquant'anni. E cos ho dovuto rinunciare al sacerdozio e a essere frate francescano. Per non ho lasciato la Chiesa, ma solo una funzione che ricoprivo prima: la funzione di prete. Ho continuato a lavorare come teologo e diversi vescovi mi hanno sempre accompagnato e sostenuto e continuo con la teologia che amo. Dopo tanti anni vedo i vantaggi dell'essere laico perch ho un approccio pi aperto di tanti sacerdoti. Porto avanti ugualmente il Vangelo e il messaggio cristiano. Adesso mi occupo molto di etica, spiritualit e di ecologia.

 

Il prossimo anno si celebreranno i 40 anni dalla morte di Frei Tito Alencar da Lima, violentemente torturato durante la dittatura degli anni Settanta in Brasile. Ci pu tracciare un suo profilo?

Frei Tito stato un frate domenicano molto impegnato accanto ad altri domenicani, come frei Betto, che si opponevano fortemente alla dittatura militare. Avevano elaborato una strategia per salvare la vita dei perseguitati che sicuramente sarebbero stati torturati e uccisi. Li facevano fuggire dal sud del Brasile, attraverso l'Uruguay. Frei Tito era uno di questi: stato imprigionato, terribilmente torturato.

Il torturatore gli diceva che lo avrebbe torturato in un modo cos brutale e profondo che la sua persona, la sua immagine, gli sarebbe stata sempre "dentro". Questo atteggiamento, questa pratica violenta si studia anche in psicologia. E il torturatore riuscito nel suo intento. Cos quando frei Tito era in Francia, dove arrivato da esiliato, continuava a gridare contro i suoi torturatori. Finch non si tolto la vita lasciando in eredit queste parole: " meglio morire, piuttosto che perdere la dignit e la vita...". un martire vivo, vittima delle terribili strategie di tortura applicate in tanti Paesi latinoamericani fino a toccare l'estrema solitudine dell'essere umano. Fino a togliergli la libert di vivere. Questa la pi grande atrocit che l'uomo abbia mai potuto mettere in piedi.