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Il ritorno strisciante della peste nera

 

di Moni Ovadia

 

l'Unit del 21 dicembre 2013

 

LItalia intera, nei giorni scorsi, si di colpo ritrovata sotto shock per alcune immagini riprese da un telefonino e ritrasmesse immediatamente sulla Rete che ormai ci mostra in tempo reale, accadimenti che rimarrebbero altrimenti nella regione dellinavvertito. Il breve filmato, mostrava alcuni immigranti internati nel Cie di Lampedusa, denudati per essere cosparsi con una soluzione chimica atta a prevenire la scabbia.

Questo trattamento brutale e inumano, come ha spiegato con chiarezza il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione del Senato per la Tutela dei Diritti Umani, diretta conseguenza delle modalit della reclusione che trasforma le persone in oggetti, in cose. I nazisti chiamavano gli

internati del lager Stcke, pezzi. A sua volta, il processo di reificazione figlio di una legge infame, la Bossi-Fini, la legge che istituisce il reato di clandestinit, ovvero una legge che trasforma un essere umano in criminale non per ci che egli fa, ma per ci che egli , dunque una legge che si fonda sullo stesso impianto costitutivo delle Leggi di Norimberga.

Esponenti dellUnione europea si sono scandalizzati, autorevoli rappresentanti del nostro governo si sono indignati, ma che anime belle! Davvero commoventi, e cosa dicono queste persone tanto sensibili delle diuturne vessazioni perpetrate contro i cittadini rom, perseguitati, segregati, deportati di campo in campo per esempio in Italia, per non parlare di quello che subiscono in Ungheria e in altri Paesi dellex blocco comunista dove vengono anche pestati e magari uccisi?

Cosa pensano della legge liberticida per reprimere le manifestazioni che prepara il governo Rajoy in Spagna? Cosa dicono dellimpetuosa ascesa di Marine Le Pen in Francia? Lo vogliono capire lorsignori che nella civile e imbelle Europa, ancora attivo il virus della peste nera che si chiama fascismo che pronto a riproporsi come prospettiva politica e che ci sono molti cittadini europei

che, pur di vedere salvaguardato un loro status, reale o percepito che sia e di avere garantito un privilegio sia pur virtuale, sono pronti ancora a dar credito ai seminatori di razzismo, di odio e di xenofobia?

LEuropa cosa aspetta a dare senso alla sua stessa ragione dessere: la convivenza pacifica fra i popoli e la loro unit politica e sociale, non solo economica? Non si possono accreditare illusioni di comodo magari parlando di pacificazione. Ci visioni del mondo inconciliabili. Pace, uguaglianza, libert, giustizia sociale e fascismo, non possono convivere. Cosa si aspetta ancora per contrastare con inequivocabili leggi europee, il risorgere delle forze oscure dellestrema destra che hanno partorito la peste nera che ha distrutto lEuropa e sterminato interi popoli?

Lidea stessa di unEuropa unita, libera e pacifica, si forgiata e temprata nella lotta e nella cultura antifascista; chi lo dimentica, magari per quieto vivere, non solo superficiale o opportunista, colpevole. Gravemente colpevole!