Un argine alla povert

 

di Chiara Saraceno

 

 la Repubblica del 18 luglio 2013

 

Per il secondo anno consecutivo, e in modo pi accentuato, aumentata sia la povert relativa (cio in riferimento al tenore di vita medio, per altro diminuito nel 2012 rispetto allanno precedente) sia quella assoluta, che riguarda limpossibilit di acquistare un paniere di beni essenziali. In entrambi i casi, il peggioramento riguarda tutte le aree territoriali (anche se nel Mezzogiorno lincidenza della povert relativa oltre tre volte quella del Centro-Nord e quella assoluta quasi doppia) e quasi tutti i tipi di famiglie: le pi giovani e le meno giovani, quelle pi numerose e quelle pi piccole, quelle in cui nessun adulto occupato ma anche, in minor misura, quelle con occupati, le famiglie di operai e, in minor misura, quelle di impiegati. La disoccupazione ha ridotto il numero di percettori di reddito in famiglia, la riduzione dellorario di lavoro e la cassa integrazione hanno ridotto il reddito degli occupati. Sono soprattutto le famiglie relativamente giovani e con figli minori quelle che hanno visto peggiorare maggiormente la propria situazione. Si trova in condizione di povert assoluta, cio non in grado di alimentarsi adeguatamente e di far fronte alle necessarie spese per labitazione, il 17,1% delle famiglie con tre o pi figli minori (oltre il 6% in pi dellanno precedente), e il 10% (quasi il doppio dellanno precedente) di quelle con due. Le percentuali sono pi alte rispettivamente 28,5 e 20,1 per cento nel caso della povert relativa. I minori e le loro famiglie si confermano cos i soggetti pi vulnerabili alla povert nel nostro Paese. I minori in condizione di povert assoluta sono un milione e 58 mila, un quarto di tutte le persone in queste condizioni. Un dato impressionante in un Paese in cui periodicamente ci si lamenta per la bassa fecondit e ci si preoccupa, giustamente, dei Neet, dei giovani che non sono n a scuola n al lavoro, ma poco o nulla si fa per evitare che unampia porzione dei bambini che ci sono cresca in condizioni materiali inadeguate. La vulnerabilit dei minori particolarmente alta se abitano nel Mezzogiorno e se nessun adulto in famiglia occupato. Quasi la met di tutti coloro che sono in condizioni di povert assoluta, infatti, vive nel Mezzogiorno, dove anche pi alta lincidenza di famiglie in cui nessuno occupato o ritirato dal lavoro. Tra queste ultime, a livello nazionale si trova in povert assoluta il 30,8% delle famiglie (l8,5% in pi rispetto allanno prima). La mancanza di occupazione, e il suo prolungarsi senza speranza, sta diventando un disastro antropologico, che allarga le sue conseguenze dagli individui alle famiglie, dagli adulti ai pi piccoli.

Solo per gli anziani che vivono da soli lincidenza della povert assoluta non aumentata e quella della povert relativa diminuita un po (per effetto del peggioramento complessivo del restante della popolazione). probabilmente leffetto positivo del mantenimento dellindicizzazione per le pensioni pi basse. Stante lelevato numero di coloro che come segnalato ieri dal rapporto annuale Inps hanno una pensione attorno, o inferiore, ai 500 euro, esso non stato tuttavia sufficiente a ridurre la povert degli anziani che vivono con altri e la cui pensione talvolta lunico reddito sicuro in famiglia.

A parte le pensioni, ci si pu interrogare sulladeguatezza degli ammortizzatori sociali messi in campo. Sempre il rapporto Inps ha evidenziato che la spesa per il sostegno al reddito non piccola: oltre 22 miliardi nel 2012, di cui sei per la sola cassa integrazione, il resto per indennit di disoccupazione e mobilit, invalidit civile, contributi figurativi e simili. Sicuramente queste misure di sostegno hanno impedito a molte famiglie di cadere in povert assoluta. Ma, a fronte dellaumento di questultima e delle caratteristiche di chi la sperimenta, non ci si pu esimere dal riflettere sui costi sociali della mancanza, nel nostro Paese, di due strumenti che in altri si sono rivelati piuttosto efficaci nel contrastare gli effetti pi negativi della povert. Il primo lassegno per i figli, che aiuti chi ha figli a sostenerne il costo, perci impedendo che la scelta individuale di investire sul futuro si traduca in povert per s e per i propri figli. Il secondo un reddito di garanzia per chi si trova, appunto, in povert, integrato da misure di inclusione e attivazione.

LItalia uno dei pochi Paesi europei occidentali a non avere n luno n laltro strumento, affidandosi invece a misure frammentate e categoriali, che, mentre lasciano molti, di solito i pi deboli, scoperti, talvolta beneficiano chi invece non ne avrebbe bisogno. Sarebbe opportuno che la presa datto dellemergenza sociale evidenziata dai dati sulla povert sollecitasse in tutti la necessit di una revisione della spesa per il sostegno al reddito, in direzione di una maggiore equit ed efficacia.