Vaticano, il tesoro segreto coi soldi del Duce

 

di Enrico Franceschini

 

la Repubblica del 23 gennaio 2013

 

A chi appartiene il locale che ospita la gioielleria Bulgari a Bond street, pi esclusiva via dello shopping nella capitale britannica? E di chi ledificio della Altium Capital, una delle pi ricche banche di investimenti di Londra, allangolo super chic tra St. James Square e Pall Mall, la strada dei club per gentiluomini? La risposta alle due domande la stessa: il proprietario il Vaticano. Ma nessuno lo sa, o almeno non si sapeva finora, perch i due investimenti e centinaia di altri in Inghilterra, a Parigi, in Svizzera, fanno parte di un segretissimo impero immobiliare costruito nel corso del tempo dalla Santa Sede, attualmente nascosto dietro unanonima societ off-shore che rifiuta di identificare il vero possessore di un portfolio da 500 milioni di sterline, circa 650 milioni di euro.

E come nata questa attivit commerciale dello Stato della Chiesa? Con i soldi che Benito Mussolini diede in contanti al papato, in cambio del riconoscimento del suo regime fascista, nel 1929 con i Patti Lateranensi. A rivelare questa storia il Guardian.

Il quotidiano londinese ha messo tre reporter sulle tracce del tesoro immobiliare internazionale del Vaticano ed rimasto sorpreso, nel corso dellinchiesta, dallo sforzo fatto dalla Santa Sede per mantenere lassoluta segretezza sui suoi legami con la British Grolux Investment Ltd, la societ formalmente titolare del cospicuo investimento. Due autorevoli banchieri inglesi, entrambi cattolici, John Varley e Robin Herbert, hanno rifiutato di divulgare alcunch e di rispondere alle domande del giornale in merito al vero intestatario della societ.

Ma il Guardian riuscito a scoprirlo lo stesso attraverso ricerche negli archivi di Stato, da cui emerso non solo il legame con il Vaticano ma anche una storia pi torbida che affonda nel passato. La societ offshore con sede a Londra infatti controllata da unaltra societ, la Profima, fondata in Svizzera e ora con sede presso la banca JP Morgan a New York. I documenti darchivio rivelano che la Profima appartiene al Vaticano sin dalla seconda guerra mondiale, quando i servizi segreti britannici la accusarono di attivit contrarie agli interessi degli Alleati.

In particolare le accuse erano rivolte al finanziere del papa, Bernardino Nogara, luomo che aveva preso il controllo di un capitale di 65 milioni di euro (al valore attuale) che la Santa Sede ricevette in contanti da Mussolini nei primi anni Trenta come ricompensa per il riconoscimento dello Stato fascista. Il Guardian ha chiesto commenti sulle sue rivelazioni allufficio del Nunzio Apostolico a Londra, ma ha ottenuto soltanto un no comment. Ha invece parlato padre Federico Lombardi.

Lesistenza di investimenti immobiliari e mobiliari del Vaticano - ha detto il portavoce della Santa Sede - sono conosciuti da pi di 80 anni. Nel servizio del Guardian non svelato nulla che non si sapesse.