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Dov' Dio?

 

di Armido Rizzi

 

 Servitium n 214 del luglio-agosto 2014

 

(...)

Una dozzina di anni fa venni invitato a parlare dell'idea di Dio nel  pensiero europeo del '900; insieme con me uno studioso della filosofia di questo secolo. Conoscendo i suoi interessi, decisi di riservarmi la parte sull'idea di Dio nella teologia della liberazione. Effettivamente, il partner punt tutto sulla differenza tra il pensiero del '900 e la filosofia e teologia del passato, che pretendeva non solo di dimostrare razionalmente l'esistenza di Dio, ma di definirne l'essenza: "chi" o "che cosa" Dio? Invece nel '900 si profila una linea di riflessione che, riprendendo il motivo centrale della "teologia negativa", afferma che tutto quanto sappiamo di Dio che egli si trova al di l dei nostri pensieri; che dunque noi non sappiamo chi o che cosa egli sia, ma che cosa non . E orchestr su questo motivo il suo intervento.

Quando mi lasci la parola, io mi dissi d'accordo con questa impostazione; ma aggiunsi che altrove non in Europa ma in America latina era nata una teologia che non si limitava a cambiare la risposta, ma aveva cambiato la domanda: non "che cosa " Dio, non la sua essenza o natura, ma "dov'" Dio, dove devo cercarlo e posso trovarlo? E aveva dato una risposta: Dio nell'uomo, in particolare nel povero: questo il Dio dell'antico e del nuovo testamento. Riporto un testo di mons. Oscar Romero, vescovo di San Salvador e martire, che rispecchia questa concezione: C' un criterio per sapere se Dio sta vicino o lontano da noi: chiunque si preoccupi dell'affamato, del nudo, dello scomparso, del torturato, del prigioniero, di tutta questa carne che soffre, ha vicino Dio. Griderai al Signore e ti ascolter. La religione non consiste nel pregare molto. La religione consiste in questa garanzia di avere Dio vicino, perch faccio del bene ai miei fratelli. La garanzia della mia preghiera non quella di dire molte parole, la garanzia della mia preghiera molto facile da conoscere: come mi comporto con il povero? Perch Dio sta l.