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Ora la comunit ebraica deve scindersi: troppe differenze

 

intervista a Moni Ovadia a cura di Roberta Zunini

 

il Fatto Quotidiano del 19 gennaio 2014

 

S. Moni Ovadia appoggia senza alcuna esitazione quanto affermato da Gad Lerner sul suo blog, cio la necessit di una scissione dalla Comunit da parte degli ebrei democratici e progressisti. arrivato il momento di separarci e formare una comunit di ebrei tolleranti, perch ci che accaduto questa settimana nel ghetto ebraico di Roma mostra il livello non pi sostenibile di fascismo o, se preferite, stalinismo, a cui gran parte della Comunit romana arrivata spiega con tono amareggiato e indignato lo scrittore e attore di origine ebraica. La settimana era iniziata con un grave episodio di violenza fisica nei confronti di alcuni ragazzi, rei di aver strappato un manifesto di ringraziamento al defunto Sharon, affisso nel cuore del ghetto. Alle telecamere del fattoquotidiano.it, i ragazzi avevano infatti dichiarato che subito dopo si sono materializzate 15 persone con mazze da baseball e martelli, alcuni con la kippah sul capo, e hanno iniziato a pestarci, urlando che non saremmo usciti vivi.

 Il secondo episodio riguarda invece la presentazione del libro Sinistra e Israele in una sala della comunit, marted scorso. Siccome uno dei relatori, Giorgio Gomel, aveva dichiarato di non condividere latteggiamento dei coloni israeliani nei Territori palestinesi e di non considerarli fratelli, ha trovato ad accoglierlo uno striscione con la scritta Torna a Gaza, Giorgio e una settantina di persone che gli hanno impedito di parlare contestandolo aspramente; tanto che lui e Tobia Zevi, l'altro relatore, sono dovuti uscire scortati dal servizio dordine. Cosa dobbiamo aspettare ancora - si chiede Ovadia -, evidente che la Comunit animata da persone che non sanno cosa significhi essere democratici. Del resto sostengono, senza alcuna capacit o volont critica, lattuale governo di estrema destra israeliano.

 

O forse appoggiano qualsiasi governo israeliano perch difendono lesistenza di Israele?

 

Intanto ribadisco che non bisogna confondere il sionismo con l'ebraismo. Loro difendono i governi israeliani ultranazionalisti, intolleranti e violenti nei confronti dei palestinesi e degli ebrei che non la pensano come loro. Si tratta della stessa tipologia di persone che detestava e detesta Rabin e lo scherniva ritraendolo con la svastica al braccio e la kefiah in testa. Sono quegli ebrei che hanno scritto un altro striscione contro di me e Giorgio in cui si leggeva Ogni ebreo mio fratello, Moni Ovadia e Giorgio Gomel no. Ma io, al contrario di loro, accetto ogni critica e insulto , per voglio almeno poter dissentire da questa deriva senza essere minacciato o additato come nemico del

popolo ebraico.

 

Intende dire che se lei animato dalla massima di Voltaire Disapprovo quello che dite, ma difender fino alla morte il vostro diritto di dirlo e vorrebbe che anche gli altri la rispettassero?

 

Vorrei che si facesse una riflessione su cosa significhi essere democratici, su cosa significhi essere animati davvero dai precetti biblici basati sulla tolleranza e il rispetto del prossimo. Vorrei che tutti potessimo confrontarci senza essere accusati di tradire la nostra identit solo perch la pensiamo diversamente. Non pi cos invece, qui c' gente che pensa di avere la verit in tasca e chi ha idee diverse da ostracizzare, come successo a me nella comunit milanese e come successo a Gomel in quella romana.

 

Perch si arrivati a questo livello di intimidazioni?

 

Perch si confuso il mantenimento dell'identit ebraica con il nazionalismo, che un coltello piantato nella schiena dei popoli o lultima spiaggia dei farabutti, come ha detto Samuel Johnson. Pensano che essere ebrei significhi agire come Netanyahu in Israele. Queste persone confondono lidentit ebraica con loppressione e il bavaglio.


 

Su quali pilastri dovrebbe poggiare la Comunit degli ebrei democratici o progressisti?

 

Prima di tutto, in quanto uomini, la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo; come ebrei, la Torah e il Talmud; come italiani, la Costituzione.

 

Cosa ha impedito finora la scissione, visto che se ne parla da qualche tempo?

 

Ci sono molte remore perch si pensa che dividersi possa indebolirci. Io invece penso il contrario a questo punto: rimanere in questa situazione significa tradire l'ebraismo. A questo proposito sottolineo che a volerci tutti assieme, in una comunit, furono i fascisti della prima ora. Durante i primi anni del Ventennio, ora di ribadirlo, gran parte del notabilato ebraico italiano era fascista.