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Famiglia e diritti non sono nemici

 

di Chiara Saraceno

 

la Repubblica del 6 gennaio 2014

 

Prima il sostegno alla famiglia e poi eventualmente, si pu discutere dei diritti degli omosessuali a veder riconosciuti i propri legami di coppia e le proprie famiglie. ormai un riflesso condizionato. Ogni volta che si parla del diritto al riconoscimento sociale e giuridico delle coppie omosessuali, chi contrario evoca una gerarchia di priorit, quando non di mutua esclusione, tra i diritti della famiglia e quelli delle coppie omosessuali e delle loro famiglie, senza, peraltro, chiarire dove starebbe la contrapposizione tra luna e laltra cosa e perch riconoscere le coppie omosessuali indebolirebbe la possibilit di fornire sostegni alle famiglie.

Questi, infatti, riguardano politiche abitative e di trasferimenti monetari e di servizi, principalmente, anche se non esclusivamente, a favore di chi ha famigliari a carico figli minori, persone non autosufficienti e bisognose di cura. Proprio quelle politiche di cui sono stati molto avari tutti i governi italiani dal dopoguerra a oggi, nonostante siano stati per lo pi retti da maggioranze in cui prevalevano i difensori della famiglia che si sono fin qui opposti a ogni riconoscimento delle coppie omosessuali e delle loro famiglie. Quelle politiche che negli ultimi anni sono state ulteriormente ridotte, proprio quando i bilanci delle famiglie erano in maggiore sofferenza, con i tagli drastici effettuati a carico della spesa sociale. Per non parlare delle politiche economiche, che hanno reso sempre pi difficile ai giovani formare una famiglia di qualsiasi tipo se lo desiderano e a chi ne ha formata una di riuscire a mantenerla adeguatamente. Levocazione della priorit della famiglia, sembra servire solo come paravento per nascondere quanto poco si faccia a favore delle famiglie concretamente esistenti, mostrandosi come campioni dei valori, purch a costo zero. O meglio, a costo dei diritti di libert e del riconoscimento di un pluralismo etico e nel modo di definire e realizzare progetti di solidariet, intimit, amore.

Questi difensori a oltranza dei valori e della famiglia univocamente e monoliticamente intesi, tuttavia, rischiano di essere spiazzati proprio da chi riconoscono come guida in questo campo o, pi prosaicamente, vogliono compiacere per un qualche calcolo politico. Le chiese cristiane, infatti, stanno mostrando un forte dinamismo riflessivo. Il fenomeno pi evidente, e pi consolidato, nelle chiese protestanti, anche italiane, che hanno ormai riconosciuto che non esiste una famiglia naturale, bens forme storico-culturali di intendere famiglia e matrimonio. Perci parlano di concetto plurale di famiglia, ove tutte le varie forme, incluse quelle basate su una coppia omosessuale, sono ugualmente dotate di valore.

La chiesa cattolica si addentra con maggiore lentezza e prudenza in questo terreno, almeno sul piano dei documenti ufficiali (anche se il dibattito teologico non in realt molto distante dalle posizioni protestanti richiamate sopra). Tuttavia sta manifestando crescenti aperture alla variet delle forme famigliari, innanzitutto sul piano pastorale, soprattutto per merito di papa Francesco e della sua insistenza su una chiesa inclusiva piuttosto che giudicante ed esclusiva. Si anche aperto un piccolo varco a chi, nella chiesa cattolica, sarebbe disponibile ad accettare una qualche forma di riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, etero e omosessuali.

Certo, siamo molto lontani dalla accettazione che il matrimonio sia consentito anche alle coppie omosessuali. E c spesso una insistenza quasi ossessiva nel sottolineare che la famiglia una sola, quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna, salvo dover fare i conti con il fatto che molti genitori divorziano e si risposano e altri convivono, senza che per questo sia loro che i figli siano senza famiglia. Tuttavia, a differenza degli Alfano e dei Lupi, non solo singoli parroci, o teologi pi o meno marginali, ma anche parte della gerarchia cattolica, incluso il responsabile della Pastorale per la famiglia, non escludono che sia venuto il momento di dare un qualche riconoscimento a queste coppie, se non altro per cercare di frenare la richiesta di matrimonio. Questa, piccola, apertura, pu non bastare alle persone omosessuali, che legittimamente chiedono pari opportunit anche nel fare famiglia. Ma segnala che anche nei piani alti della gerarchia della Chiesa cattolica italiana le posizioni non sono pi cos monolitiche come un tempo. E infatti le controversie e gli attacchi dei conservatori dellortodossia non sono mancati. Sarebbe tuttavia singolare che i difensori a oltranza nostrani della famiglia unica e della insanabile opposizione tra questa difesa e lallargamento dei diritti sostenessero la propria posizione con argomentazioni che sono messe in dubbio anche nelle sedi che tradizionalmente le hanno elaborate e divulgate.