Cosa manca alle religioni per accettare l'omosessualit

 

di Vito Mancuso

 

 la Repubblica del 19 maggio 2015

 

Questo lintervento che Vito Mancuso terr oggi alle 10.30, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, in occasione del convegno: Diritti omosessuali, diversit come valore . Inaugureranno i lavori il presidente del Senato, Pietro Grasso, e la Presidente della Camera, Laura Boldrini

 

 

Anche se oggi il giudizio delle religioni sullomosessualit per lo pi di condanna, qualcosa sta cambiando. ormai citatissima la frase di papa Francesco del 28 luglio 2013: Se una persona gay e cerca il Signore e ha buona volont, chi sono io per giudicarla? . Affermazione scioccante perch i Papi, compresi gli immediati predecessori di Francesco, hanno sempre formulato esplicite valutazioni sullomosessualit, e sempre di condanna. Nel 2006 il Dalai Lama riaffermava la disapprovazione buddhista: Una coppia gay venuta a trovarmi cercando il mio appoggio e la mia benedizione: ho dovuto spiegare loro i nostri insegnamenti. Una donna mi ha presentato unaltra donna come sua moglie: sconcertante. Nel 2014 lapproccio stato diverso: Se due persone, una coppia, sentono veramente che quel modo pi pratico, pi fonte di soddisfazione, e se entrambi sono pienamente daccordo, allora va bene.

Oggi tutte le religioni presentano tale oscillazione, in esse si nota levoluzione prodotta dallo spirito del mondo, per riprendere lespressione con cui Hegel qualificava lazione divina. in atto nel mondo una complessiva riscrittura dei rapporti tra singolo e societ: allinsegna del primato non pi della societ e delle sue tradizioni, ma del singolo e della sua realizzazione, un movimento che sta portando a valorizzare i soggetti tradizionalmente pi emarginati, tra cui appunto gli omosessuali. Ne viene che oggi latteggiamento delle religioni sullomosessualit presenta orientamenti molto diversi, dalla tradizionale e intransigente condanna alla pi totale accoglienza. vero tuttavia che le religioni abramitiche sono tradizionalmente pi chiuse e che tra esse la posizione pi rigida quella dellislam: ancora oggi nella gran parte del mondo musulmano lomosessualit non socialmente accettata e in alcuni paesi (Afghanistan, Arabia Saudita, Brunei, Iran, Mauritania, Nigeria, Sudan, Yemen) persino punita con la pena di morte. Ciononostante in altri paesi a maggioranza musulmana non pi illegale, e in Albania, Libano e Turchia vi sono addirittura discussioni sulla legalizzazione dei matrimoni gay.

Allinterno dellebraismo gli ebrei ortodossi considerano lomosessualit un peccato e tendono a escludere le persone con tale orientamento, gli ebrei conservatori accettano le persone ma rifiutano la pratica omosessuale, gli ebrei riformisti ritengono lomosessualit accettabile in tutti i suoi aspetti tanto quanto leterosessualit.

Allinterno del cristianesimo si riproduce la medesima situazione, non solo a seconda delle diverse chiese, ma anche allinterno di una stessa chiesa. I luterani per esempio in Missouri dicono no allordinazione, alla benedizione delle coppie, ai matrimoni e persino allaccoglienza tra i fedeli dei gay, mentre in altri stati Usa e in Canada dicono s su tutte e quattro le questioni. Si pu comunque dire che il mondo protestante pentecostale (tra cui avventisti, assemblee di Dio, mormoni, testimoni di Geova) generalmente contrario ai diritti gay, mentre il protestantesimo storico (tra cui luterani, riformati, anglicani, battisti, valdesi) pi favorevole.

La Chiesa cattolica riproduce la medesima dialettica, anche se sbilanciata a favore del no. La dottrina giunta a dire s allaccoglienza delle persone gay (cf. Catechismo, art. 2358) ma ferma nel dire no alla benedizione della coppia e al matrimonio. Tale no si basa sul ritenere peccaminosa ogni forma di espressione omosessuale della sessualit: Gli atti di omosessualit sono intrinsecamente disordinati (art. 2357). Da qui una conseguenza implacabile: Le persone omosessuali sono chiamate alla castit (art. 2359). Pi controversa la posizione sullordinazione sacerdotale. In un documento del 2005 della Congregazione per lEducazione cattolica sullammissione in seminario di omosessuali si legge: La Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non pu ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano lomosessualit, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay. Le suddette persone si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. Ci non impedisce tuttavia la presenza di omosessuali tra il clero cattolico e le comunit religiose maschili e femminili, con una percentuale difficilmente quantificabile ma certo non inferiore rispetto alla societ, e da molti ritenuta doppia o ancora maggiore.

La maggioranza dei fedeli cattolici, soprattutto tra africani e asiatici, condivide lintransigenza dottrinale, mentre a favore dei diritti gay vi sono specifici movimenti di fedeli omosessuali, non pochi teologi e religiosi, persino singoli vescovi, e qualche giorno fa la Conferenza episcopale tedesca e la Conferenza episcopale svizzera. Ha scritto questultima: La pretesa che le persone omosessuali vivano castamente viene respinta perch considerata ingiusta e inumana. La maggior parte dei fedeli considera legittimo il desiderio delle persone omosessuali di avere dei rapporti e delle relazioni di coppia e una grande maggioranza auspica che la Chiesa le riconosca, apprezzi e benedica.

In ambito cristiano gli argomenti contro lamore omosessuale sono due: la Bibbia e la natura. Il primo si basa su alcuni testi biblici che condannano esplicitamente lomosessualit, in particolare Levitico 18,22-23 e 1Corinzi 6,9-10. Il secondo dice che c un imprescindibile dato naturale che si impone alla coscienza al punto da diventare legge, legge naturale, il quale mostra che il maschio cerca la femmina e la femmina cerca il maschio, sicch ogni altra ricerca di affettivit da considerarsi innaturale, espressione o di una patologia o di una vera e propria perversione, cio o malattia o peccato.

Qual la forza degli argomenti? Largomento scritturistico molto debole, non solo perch Ges non ha detto una sola parola al riguardo, ma soprattutto perch nella Bibbia si trovano testi di ogni tipo, tra cui alcuni oggi avvertiti come eticamente insostenibili. I testi biblici che condannano le persone omosessuali io ritengo siano da collocare tra questi, accanto a quelli che incitano alla violenza o che sostengono la subordinazione della donna. E in quanto tali sono da superare.

Per quanto attiene allargomento basato sulla natura, personalmente non ho dubbi sul fatto che la relazione fisiologicamente corretta sia la complementarit dei sessi maschile e femminile, vi lattestazione della natura al riguardo, tutti noi siamo venuti al mondo cos. Neppure vi sono dubbi per che anche il fenomeno omosessualit in natura si d e si sempre dato. Occorre quindi tenere insieme i due dati: una fisiologia di fondo e una variante rispetto a essa. Come definire tale variante? Le interpretazioni tradizionali di malattia o peccato non sono pi convincenti: lomosessualit non una malattia da cui si possa guarire, n un peccato a cui si accondiscende deliberatamente. Come interpretare allora tale variante: un handicap, una ricchezza, o semplicemente unaltra versione della normalit? Questo lo deve stabilire per se stesso ogni omosessuale. Quanto io posso affermare che questo stato si impone al soggetto, non oggetto di scelta, e quindi si tratta di un fenomeno naturale. E con ci anche largomento contro lamore omosessuale basato sulla natura viene a cadere.

Gli argomenti a favore si concentrano in uno solo: il diritto alla piena integrazione sociale di ogni essere umano a prescindere dagli orientamenti sessuali, cos come si prescinde da et, ricchezza, istruzione, religione, colore della pelle. Accettare una persona significa accettarla anche nel suo orientamento omosessuale. Non si pu dire, come fa la dottrina cattolica attuale, di voler accettare le persone ma non il loro orientamento affettivo e sessuale, perch una persona anche la sua affettivit e la sua sessualit.

La maturit di una societ si misura sulla possibilit data a ciascuno di realizzarsi integralmente in tutte le dimensioni della sua personalit. Io credo che anche la maturit di una comunit cristiana si misura sulla capacit di accoglienza di tutti i figli di Dio, cos come sono venuti al mondo, nessuna dimensione esclusa.